Marrone biondo



IL MARRONE BIONDO

Secondo la tradizione, esso deriva da alcune varietà colturali che prendono il nome dalla località di coltivazione come, ad esempio, il marrone di “Monghidoro”, di “Monte Pastore”, di “Monzuno”, di “Scanello”, di “Gavignano” ed altri ancora.

Il “Marrone biondo” dell’Appennino Bolognese si distingue per il suo sapore, dolce e profumato e per i suoi caratteristici riflessi dorati.                   

È caratterizzato da una forma generalmente ellissoidale, regolare, a volte rettangolare, di colore avana ruggine chiaro, con striature verticali piú scure del pericarpo (buccia), base piana, tendenzialmente quadrangolare, con raggiatura stellare in evidenza. Di facile pelatura poiché l’episperma (buccia interna) non si introflette nella polpa, è di pezzatura elevata e mediamente produce 65–80 frutti per chilogrammo.

Il marrone è un frutto ricco e digeribile che soddisfa la crescente voglia di cibi sani e genuini. Di elevato valore energetico e con un buon contenuto in sali minerali e vitamine, è il  frutto “biologico” per definizione. I marroni racchiudono un ampio patrimonio di sostanze dietetiche e nutritive che vengono assimilate dall'organismo umano con grande rapidità. Ricchi di amidi e zuccheri complessi, i marroni sono particolarmente indicati nella dieta di giovani, sportivi e persone che praticano attività fisiche impegnative. L'alto contenuto di sali minerali, come fosforo e magnesio, soddisfa le esigenze di oligoelementi essenziali al nostro benessere. Ma il punto forte è rappresentato dal contenuto di potassio (395mg/100g, in media 499mg/10g di marroni) che svolge un ruolo importante in varie funzioni vitali quali la conduzione nervosa e gli scambi attraverso le membrane citoplastiche (pompa sodio-potassio). Questo elemento favorisce inoltre la concentrazione muscolare ed il battito cardiaco, garantendo quindi il buon funzionamento degli apparati cardiovascolari e neuromuscolari.

In altre parole i marroni mantengono il cuore in buona salute, aiutano a mantenere l’equilibrio psicofisico e inducono nell’organismo una maggiore resistenza alla fatica.

Il marrone può essere utilizzato da solo per ottime “caldarroste” da accompagnare al vino novello, oppure come contorno o per deliziose preparazioni. I marroni freschi si assaporano pienamente nel periodo autunnale, magari dopo due o tre giorni dalla raccolta. 

Per brevi periodi di tempo possono essere conservati in un luogo fresco, asciutto ed areato. Si possono conservare in modo del tutto naturale attraverso la curatura.

Il “Marrone biondo” dell’Appennino Bolognese, è tutelato e valorizzato dal Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese.